Può una stampante 3D migliorare il profitto scolastico? Certo, se stampa studenti diligenti e insegnanti perfetti! La risposta, banale, è la prima che viene in mente a tutti gli spiritosi. Ma l’Istituto “Berenini” ha provato a porsela seriamente, partendo da ricerche pedagogiche di un gruppo di scuole in Gran Bretagna, che ha contattato e con le quali, coinvolgendo altri istituti locali e internazionali, ha preparato un progetto europeo Erasmus K2. Ha vinto il finanziamento come scuola capofila ed è partita così l’avventura che ha portato un gruppetto di docenti e altri personaggi coinvolti a vario titolo a ritrovarsi in giro per l’Europa per concordare una serie complessa di attività didattiche, di resoconti, di “disseminazioni”, tutte incentrate sull’obiettivo di utilizzare il lavoro di progettazione e realizzazione di oggetti a stampa 3D per motivare e incentivare gli studenti più pigri e annoiati. Per dire la verità sono stati coinvolti tutti gli studenti delle classi seconde dell’Istituto, pensando che se il progetto può risvegliare l’interesse di uno studente poco motivato, figuriamoci cosa può fare per gli altri!

Fino ad ora quattro classi hanno lavorato, due dell’Istituto Tecnologico e due del Liceo. Si tratta della parte del progetto chiamata “teacher led”, in cui gli insegnanti del Consiglio di classe hanno proposto una materia come “intellectual output”, cioè protagonista della sperimentazione e un oggetto o una serie di oggetti attinenti all’argomento che si voleva approfondire e che potessero essere stampati in 3D.

In particolare una classe del liceo, la 2A ha avuto il compito di realizzare un modello tridimensionale della cellula, uno spaccato dentro al quale si possono ritrovare tutti i componenti, con la loro forma, un colore differente, ognuno al suo posto, ma anche estraibile. Certamente i ragazzi si ricorderanno per sempre come è fatta!

L’altra classe, la 2B, doveva studiare il paradosso meccanico di Galileo, costituito da due tavolette divergenti che formano una specie di binario divergente e in salita. Su questo binario ci si aspetterebbe che rotolasse in discesa un doppio cono che invece…rotola in salita. Il fenomeno contraddice solo apparentemente le leggi della fisica, perché la salita rappresenta invece una discesa per il baricentro del doppio cono. Partendo dal paradosso si impara la geometria solida, la goniometria, la statica. Stavolta l’ ”intellectual output “ è la matematica e, in seconda battuta, la fisica.

Fra poco sarà il turno della 2C, con la parte “pupil led”, dove gli studenti hanno facoltà di proporre loro l’oggetto da stampare. Qualche insegnante sta però cercando di introdurre suggerimenti subliminali per ottenere la stampa di qualcosa di “utile” per la scuola.

I l progetto ha raggiunto finora lo scopo prefissato? Difficile dirlo con certezza, certo è servito a motivare qualcuno a maggior responsabilità, ha reso concreta e tridimensionale una cellula che era nota solo in fotografia, ha reso più vicina e familiare la goniometria. Forse si potrà far ricorso alla stampante 3D anche per concretizzare qualche altro concetto astratto?

 

 

 


Pubblicata il 31 gennaio 2016

Condividi