Durerà due settimane l'esperienza di alternanza per le classi 3^ A e 3^B del Liceo Scientifico Scienze Applicate “A. Berenini” di Fidenza, Istituto che si distingue come fucina di idee e proposte. Le docenti coinvolte, prof.sse N. Fanzini, M. Maramotti e B. Rebecchi, già da tempo sono al lavoro con la dott.ssa Alessandra Mordacci, direttrice del Museo del Duomo di Fidenza, la quale fungerà da tutor aziendale e con i docenti del Politecnico di Milano Paolo Paolini e Nicoletta di Blas: autori di pubblicazioni in sedi internazionali, collaboratori con aziende primarie in Italia e all'estero, da anni sono impegnati in Policultura,  un progetto per le scuole, italiane e del mondo, del Politecnico di Milano, in cui si realizzano narrazioni multimediali che illustrino un’attività didattica.

 Dunque, i principali temi di ricerca saranno la comunicazione ipermediale, i requisiti di comunicazione per il web, l'usabilità e l'accessibilità di applicazioni interattive, le metafore di interazione cooperativa, la didattica innovativa e supportata dalle nuove tecnologie. Gli studenti, cui i tre esperti hanno già tenuto due lezioni e che si sono esercitati in una corretta ricerca bibliografica, si dicono sorpresi e molto interessati all'attività: scelti i sette oggetti di epoca medievale più importanti custoditi nel Museo e divisi in due gruppi (che, però, dovranno sempre essere in contatto) per expertise (Umanisti e Tecnologi, guidati da un chief editor e da un chief tecnology), dovranno preparare storytelling di varia natura, infatti gli oggetti vivono, interessano, attraggono, parlano solo se possono raccontare una storia in un contesto, come dimostrano i più grandi musei di New York; inoltre, realizzare storie multimediali è didatticamente efficace, coinvolgente e attiva dinamiche positive all’interno dei gruppi. Gli studenti produrranno, poi, guide multimediali, indirizzate a  turisti colti, stranieri culturali, bambini, studenti, per il Museo del Duomo di Fidenza, cui dare visibilità anche nei punti cruciali della città tramite maxischermi, terranno un diario di bordo, in modo da perseguire quel management tipico delle aziende e lavoreranno per specializzazioni e giochi di ruolo, diversamente da quanto si fa a scuola, ove si privilegia il tutto; per far ciò, dovranno essere flessibili, concentrasi sugli errori e ripartire per ottenere la massima produttività, misurandosi, i tecnologi, con video, testi musicali, immagini, panoramiche ambientali, pagine web, app; gli umanisti diventando contents writers, ciòche fa la differenza, in quanto è il contenuto, scritto, ma su imitazione del parlato, che trattiene lo spettatore. In Italia è professione poco praticata ed è questo il problema dei Beni Culturali, per i quali siamo la  prima potenza al mondo.

Esperti e docenti si occuperanno del macrocoordinamento, mentre del micro dovranno essere responsabili gli studenti imparando, appunto, a lavorare a questa alternanza così affascinante ed evocativa, che mira a creare contenuti, curiosità, contaminazioni, spirito critico, nuove competenze, collaborando anche sul cloud, in ambienti e reti condivisi, in uno spazio virtuale sempre attivo. Il prof. Paolini ha parlato di un apprendistato come quello che i fortunati allievi facevano presso la bottega di Michelangelo, imparando nel guardare, porre domande, provare; gli studenti verranno valutati in base al processo, ma anche al risultato, onde farli tendere alla migliore qualità professionale possibile di quanto produrranno.


Pubblicata il 21 gennaio 2017

Condividi