"Quello che avevo sempre sospettato era vero: non potevo fidarmi della mia mente, perché era un mio potenziale nemico". Con queste parole, tratte dal testo La mia dislessia di Philip Schultz, si possono riassumere i concetti chiave della lectio magistralis del prof. Giacomo Stella dal titolo "La didattica inutile", che si è svolta martedì 14 febbraio presso l'Istituto "A. Berenini" di Fidenza (PR). 

L'incontro, organizzato dall'Associazione Italiana Dislessia sezione di Parma in collaborazione con l'istituto Berenini, ha visto la  partecipazione di quasi 300 tra insegnanti e i genitori delle scuole di primo e secondo grado della provincia, che hanno voluto aggiornarsi sul tema della dislessia assistendo alla conferenza di uno dei massimi esperti di dislessia e DSA in Italia. Dopo il saluto iniziale della Preside Rita Montesissa, ha introdotto l'incontro Simonetta Pellicciari che ha illustrato l'azione quotidiana dell'associazione. Il prof. Corrado Morini, Referente del Berenini, ha sottolineato l'importanza di un approccio all'insegnamento che valorizzi il più possibile ogni singolo studente, sviluppandone le potenzialità e sopperendo alle criticità, come si fa attraverso le misure compensative e dispensative per gli allievi con disturbi specifici di apprendimento: una sfida non facile soprattutto in classi numerose ed eterogenee. Il professor Stella, ordinario di psicologia clinica presso l'Università di Modena e Reggio, è il direttore dell'Istituto di ricerca Dislessia evolutiva ed è membro del comitato tecnico-scientifico ministeriale per l'attuazione della legge 170/2010.

Proprio in riferimento alla legge sui disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico - quali dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia - Stella ha ribadito che la tutela del diritto allo studio dei ragazzi dislessici implica un approfondimento da parte dei docenti sul significato del termine apprendimento e dei relativi processi, in una scuola in continuo cambiamento ed evoluzione. In particolare il prof. Stella ha richiamato ad una riflessione sul significato di conoscenza e memoria, approfondendo in particolare le ricadute in ambito didattico sull'utilizzo della memoria a breve termine e quella di lavoro.

A conclusione dell'intervento Stella si è soffermato su tutti quegli esempi di didattica inutile (dall'imparare a memoria, alla scarsa chiarezza delle consegne degli esercizi) che dovrebbero essere sostituiti da buone prassi didattiche, in grado di consolidare una comunità di apprendimento all'interno dell'ambiente scolastico.

 ARTICOLO PUBBLICATO SULLA GAZZETTA DI PARMA DEL 14.3

 


Pubblicata il 14 marzo 2017

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