Da Madrid, un percorso attraverso i paesaggi più magici della Spagna: Mancha e Castilla.

 GUARDA IL VIDEO

 

Nel 1616 morivano Shakespeare e Miguel de Cervantes Saavedra; per ricordare quest'ultimo, dopo aver letto il romanzo, uno dei capolavori della Letteratura mondiale (a parte la Bibbia, pare sia  il testo più tradotto del mondo), i docenti Conti, Fanzini e Rebecchi e gli studenti hanno seguito El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha” (il quale ha aperto la stagione del romanzo moderno ed illuminato il Siglo de Oro spagnolo), esplorando le radici della Spagna più autentica e suggestiva. Molti sono i luoghi che, a Madrid, ricordano autore e protagonista: nella chiesa e convento delle Trinitarias Descalzas ci sono indizi che fanno pensare che vi siano sepolte le spoglie mortali di Cervantes e della moglie; nella taverna Casa Alberto scrisse la seconda parte del Don Chisciotte; in Plaza de España  vi sono statue dedicate allo scrittore ed ai suoi personaggi; il Barrio de las Letras, dove abitò Cervantes, è vivace quartiere di teatri ed artisti; in Plaza de las Cortes si trova un'altra statua di Cervantes. Non può mancare una visita al Museo Nacionàl del Prado, in cui gli studenti si sguinzagliano, a loro agio, per ricercare le opere assegnate dalle docenti ed inerenti il viaggio ed i loro curricola scolastici. Alla sera, la Gran Via, le piazze, i mercati coperti con le squisite e coloratissime tapas, ed i locali tipici, pieni di vita. Si prosegue per Toledo, stupenda città Patrimonio dell'Umanità, detta "delle tre culture" e capitale dell'impero spagnolo all'epoca di Carlo V;annovera una bellissima cattedrale ed il monumento a Cervantes, che qui visse per qualche tempo. Toledo si identifica anche con il grande pittore Domenico Theotocopulos detto El Greco (1541-1614), il quale vi trascorse gli ultimi anni della sua vita; nella città sono conservati alcuni dipinti, tra i quali “Lasepoltura del conte di Orgaz", nella chiesa di Santo Tomé. Le figure allungate  sembrano rimandare all’allampanato protagonista del romanzo cervantino, Alonso Qujada. Consuegra riserva una sorpresa: all'orizzonte, lungo la collina, appaiono i famosi, pittoreschi, bianchi mulini a vento: sembra di essere in...un romanzo! O sono “giganti dalle braccia smisurate” da combattere, come pensava Don Chisciotte nella sua follia? Li visitiamo anche all'interno e capiamo la fatica di un simile lavoro. Nell'incantevole Almagro, le case delle bella Plaza Mayor sono sospese su un lungo porticato, realizzato anche grazie aibanchieri tedeschi Fugger, finanziatori di Carlo V e ricompensati con lo sfruttamento, in loco, delle miniere di mercurio. El Corràl de Comedìas (la Corte delle Commedie) è l'unico esempio al mondo di teatro uguale al Globe shakespeariano rimasto intatto. Ci fermiamo a comprare il cacho manchego, le melanzane, i pizzi al tombolo e gustiamo la cucina tipica, composta da una grande varietà di piatti forti e dalle profonde radici, anche se semplici, elaborati con ingredienti elementari, come il pane e la carne, oppure ortaggi, che ci riportano ad un’epoca in cui avremmo potuto imbatterci nel Don Chisciotte e il suo fedele Sancho. A El Toboso, si visita la Casa Museo di Dulcinea, che ricrea un casale della Mancia del XVI secolo. Nella Plaza Mayor, c'è monumento dedicato da Dulcinea ed al suo innamorato. "Dulcinea del Toboso è la donna più bella del mondo e io il più sventurato dei cavalieri della terra, né si deve dire che, perché io sono debole, venga meno questa verità". Queste sono alcune delle parole che Don Chisciotte dedica alla sua eterna amata, al mito da lui creato. Finisce qui il nostro viaggio  alla scoperta della figura di Don Chisciotte e dell'uomo che gli diede vita. Sicuramente, ne è valsa la pena perché, come dice l'aspirante cavaliere errante, il  "Cavaliere dalla triste figura"  “Los que leen mucho y viaja mucho, visto mucho y sabe mucho " ("Chi legge molto e molto viaggia, vede molto e molto sa").

 

 


Pubblicata il 24 maggio 2017

Condividi