Pierluigi Dallapina

Studiare per tutta la vita. Sembra essere questo il destino dell’uomo contemporaneo, alle prese con quella che viene definita la quarta rivoluzione industriale.

«La scuola dovrà insegnare ad imparare», sintetizza Ermanno Rondi, responsabile del gruppo tecnico di Confindustria su formazione professionale ed alternanza scuola lavoro, durante il convegno «Professioni e competenze per l’industria 4.0. Quali nuovi scenari per la scuola?», in programma ieri mattina a palazzo Soragna.

L’iniziativa è stata organizzata dall’istituto scolastico «Berenini» di Fidenza e dall’Unione parmense degli industriali, con la collaborazione dell’Ufficio scolastico regionale.

«Il tema dell’industria 4.0 non va affrontato come un argomento di esclusivo carattere tecnologico, ma come un problema culturale, in cui la tecnologia diventa un mezzo per un nuovo modello di organizzazione», sostiene Rondi, prima di aggiungere che l’umanità, nei prossimi decenni, avrà il dovere di «far evolvere la società attraverso la tecnologia e non contro di essa». All’interno di questa rivoluzione non solo industriale, ma anche e soprattutto sociale resa possibile dagli enormi sviluppi della tecnica, al mondo della scuola e a quello dell’impresa la storia ha assegnato ruoli da protagonista.

«Occorre una riflessione precisa sulle competenze che servono e sul come applicare tali competenze al mondo del lavoro», dichiara Cesare Azzali, direttore dell’Unione parmense degli industriali, convinto del fatto che «per tornare a fare buona economia bisognerà tornare a fare buona filosofia». L’attenzione alla teoria, al pensiero critico, avverte Azzali, non deve però far dimenticare che «le aziende sono fatte per produrre, non sono musei ».

Questa consapevolezza afferma la necessità di un dialogo sempre più proficuo fra scuola e impresa. «Le competenze tecniche sono fondamentali, ma nei nostri studenti non dobbiamo sviluppare solo competenze di carattere specialistico. Dobbiamo formare persone che sappiano muoversi con mente aperta», avverte Rita Montesissa, dirigente scolastico del «Berenini». L’istituto di Fidenza ha già intavolato una collaborazione con le aziende, grazie a «Traineeship», un progetto di alternanza scuola-lavoro pensato da Federmeccanica e dal ministero dell’Istruzione.

«Scuola e industria dovranno scambiarsi idee in continuazione, per formare persone con quelle competenze richieste dal mondo del lavoro», dichiara Roberto Catelli, presidente di Cft Group, mentre Antonio Carta, presidente di Cdm Tecnoconsulting aggiunge: «Industria 4.0 significa integrazione dei processi».

 

Dalla Gazzetta di Parma del 30.5.2017

 


Pubblicata il 30 maggio 2017

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