Soirée con “Nabucco” alla Scala di Milano

 

L'opera di Verdi ricorda la Shoà

 

 

Prosegue, per l'I.I.S.S. “A. Berenini” il sodalizio, ormai decennale, con il teatro alla Scala di Milano e con Eros Sirocchi, per venticinque anni tenore nel Coro, il quale si presta volentieri a preparare gli studenti prima di ogni spettacolo e, a volte, come in questo caso, li accompagna, insieme ai docenti. Dunque, dopo il “Don Carlo”, una serata alla Scala che rende diversi ragazze e ragazzi: escono dagli schemi consueti, vestono elegantemente e si muovono con disinvoltura all'interno di questo tempio sfavillante, universalmente conosciuto, che ha offerto loro una delle opere verdiane più famose. Il grande Leo Nucci è Nabucco, Martina Serafin Abigaille, Stefano La Colla Ismaele. Zaccaria è Mikhail Petrenko e Fenena Annalisa Stroppa. L’orchestra è  diretta da Nello Santi, mentre lo spettacolo è di Daniele Abbado. Come sempre, ottima la prestazione del Coro diretto da Bruno Casoni, che incanta con il celeberrimo “Va’, pensiero”. Abbado sceglie un'ambientazione contemporanea, con un chiaro rimando alla tragedia dell’Olocausto e con un inizio che colpisce: un cimitero ebraico oltraggiato dai Babilonesi, dove gli Ebrei, in gilet, circondano un monumento delle vittime dell’Olocausto che si trova a Berlino. Il prosieguo dell'opera si svolge con proiezioni, tranne le fiamme vere che accompagnano Abigaille. Forse è una buona soluzione per un’opera che, in scena, richiederebbe vesti e templi dell'epoca. E, comunque, “Va', pensiero”, il nostro secondo inno nazionale,  placa le polemiche.


Pubblicata il 03 novembre 2017

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